NEWSLETTER 9/2024
"Una Repubblica fondata sul lavoro"
del 01/05/2024
Descrizione

 

Recita il Salmo «Allora l’uomo esce per il suo lavoro, per la sua fatica fino a sera» (104,25).

In questo grande inno alla creazione anche il lavoro umano è oggetto di benedizione

perché, sia pure con il suo peso di fatica,  entra a far parte di un’armonia cosmica.

Perché il lavoro umano è “creaturale”, è possibile cioè riconoscerlo come un’opera di Dio,

una partecipazione umana alla vita del cosmo 

che si svolge e si dipana davanti agli occhi di Dio.

Una visione idilliaca, certo, possibile solo in quei rari momenti

in cui l’opera degli uomini riesce a non distruggere l’armonia d’insieme che Dio ha promesso dopo il diluvio: 

«L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò

per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra»  (Gen 9,16).


Alla vigilia della “festa dei lavoratori” di un anno difficile,

dominato da guerre e punteggiato da troppi morti di lavoro

ci domandiamo

 se ci possono ancora essere motivi per “festeggiare” e se non sia tanto necessario quanto urgente

ripensare il rapporto lavoro-diritti, il lavoro sociale e l’etica del lavoro.

Mettendo al centro, più che il lavoro, i lavoratori, uomini e donne concreti, in alcuni casi perfino bambini.

Marinella Perroni

https://youtu.be/g7yeHXVSMpo

 

 

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